12 BUONI MOTIVI PER VISITARE COSENZA

Cosenza è una città che sorprende, incanta e conquista passo dopo passo. Spesso lontana dai circuiti turistici più battuti, custodisce un patrimonio ricco di storia, cultura e tradizioni che merita di essere scoperto. Passeggiando tra i suoi vicoli antichi, ammirando i palazzi storici e lasciandosi guidare dall’atmosfera autentica del suo centro, si ha la sensazione di vivere un viaggio nel tempo.

Ma Cosenza non è solo passato: è anche una città viva, dinamica, capace di offrire esperienze per ogni tipo di viaggiatore. Dalla bellezza del centro storico alle installazioni artistiche moderne, dai sapori genuini della cucina calabrese alla calorosa accoglienza dei suoi abitanti, ogni angolo racconta una storia diversa. In questa pagina scoprirete 12 buoni motivi per visitare Cosenza: un invito a lasciarvi sorprendere da una destinazione che, una volta conosciuta, difficilmente si dimentica.



1) IL TESORO DI ALARICO

Mai è stato ritrovato il tesoro del re visigoto che qui morì e fu sepolto nel 410 d.C. pochi giorni dopo aver saccheggiato Roma. Secondo la leggenda la sua sepoltura avvenne alla confluenza dei fiumi Crati e Busento. Potreste essere proprio voi a trovarlo !!


2) ARTE

Non è necessario spendere tanto per visitare la città. Quasi tutti i musei d'arte e le chiese sono ad entrata libera o prevedono un ingresso di pochi euro. Una visita obbligatoria è da effettuare alla Galleria Nazionale di Cosenza, nei cui spazi espositivi si snoda un percorso che mostra momenti significativi dell’arte dal XVI al XIX secolo con opere di pittori quali Mattia Preti, Luca Giordano, Giovanni Bellini, Pietro Negroni, Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Emilio Greco, Antonietta Raphaël, Pietro Consagra, Mimmo Rotella, Cesare Berlingeri.


3) LO SHOPPING IN CORSO MAZZINI

Questa strada, trasformata ormai completamente in isola pedonale chiusa al traffico, è una delle vie dello shopping più lunghe d'Italia. Il suo percorso si snoda dalla Piazza dei Bruzi fino alla Piazza Carlo Bilotti, circa 1 km e 200 metri di negozi e vetrine per tutti i gusti e per tutte le tasche.


4) POCHI TURISTI POCO STRESS

La città è da considerarsi una destinazione esclusiva in quanto non è quasi mai affollata da frotte di turisti e risulta visitabile in maniera altamente rilassante. Chi arriva qui è un viaggiatore curioso, attento e voglioso di scoprire luoghi ricchi di segreti ma poco conosciuti. La nostra città è in grado di offrire proposte turistiche dettagliate e peculiari.


5) LA FIERA DI SAN GIUSEPPE

Immergersi nella baraonda di questa fiera/mercato dalle origini millenarie trasforma il visitatore in "vero cosentino". E' una delle fiere con vendite al dettaglio più grande del Meridione. Migliaia i venditori ambulanti provenienti da ognidove che ogni anno fanno a gara per accaparrarsi un posto per la vendita.


6) I PREZIOSI VOLUMI DELLA BIBLIOTECA CIVICA

Meravigliarsi consultando gli antichi e preziosi volumi della Biblioteca Civica di Cosenza. Dal XV° al XVIII° secolo è l'intervallo di tempo di riferimento degli oltre 60 tra manoscritti, incunaboli e corali presenti in questo storico luogo della cultura calabrese.


7) LE ROSTICCERIE E LE TIPICITA' FRITTE

Nel momento in cui anche il palato reclamerà la sua parte, vi consigliamo di entrare in una delle numerose rosticcerie cosentine. Sono dislocate in tutti i quartieri della città e sono il luogo perfetto per golosi, foodies e per gli amanti del cibo fritto. Degni di nota i "cuddruriaddri" (ciambelle con il buco fritte), i "panzerotti" (impasto fritto con pomodoro e mozzarella) e le "vecchiareddre" (impasto fritto con acciughe). Ma non limitatevi a questo, assaggiate anche gli arancini, le frittelle ai fiori di zucchine e le crocchette di patate.


8) SORSEGGIARE UNA GASSOSA AL CAFFE'

La gassosa al caffè è uno dei brevetti liquidi calabresi per eccellenza. Continua ad essere un pezzo della storia di Cosenza ed il caffè frizzante si conferma una tradizione amata da tutti i calabresi nel mondo. Tutte le ricette sono un segreto di famiglia, tramandate da padre in figlio. Fermatevi a sorseggiarla nei tavoli all'aperto di un bar in centro e capirete di che bontà stiamo parlando....


9) PORTA D'INGRESSO DELLA REGIONE

Da Cosenza si può percorrere tutta la regione alla scoperta di grandi siti come il Parco Nazionale della Sila o il Parco dell'Aspromonte. Vi aspettano numerosi luoghi simbolo. Quelli che meritano una deviazione sono: Fiumefreddo Bruzio, Civita, Morano Calabro, Pizzo Calabro, Tropea, Scilla e Gerace. Cosenza e la Calabria godono di molte ore di sole all’anno. Approfittane! Ci si sente bene e si vive bene!


10) DEGUSTARE UNA VARCHIGLIA PASSEGGIANDO PER CORSO TELESIO

La Varchiglia alla monacale è il dolce tradizionale cosentino per eccellenza. Il suo nome deriva dal termine spagnolo “barquilla” (cestino) per la sua caratteristica forma ovale, e la sua origine risale al XIV° secolo. Fu ideato e preparato per la prima volta dalle Monache Carmelitane Scalze, religiose di voti solenni dedite alla produzione di dolci, che stabilirono un loro convento a Cosenza all'epoca della dominazione angioina. Furono le fantesche delle famiglie nobiliari cosentine, dopo aver appreso la ricetta ed il “modus producendi” dalle suore ad introdurla nei salotti buoni della città e, conseguentemente, a tramandarla alle successive generazioni fino ai giorni nostri. Oggi le migliori varchiglie in città vengono preparate quotidianamente nel laboratorio dello storico Gran Caffè Renzelli, nel cuore del centro storico, ma non è raro trovare delle buone proposte anche in altre pasticcerie cittadine.


11) GIOCARE I NUMERI DEL LOTTO DOPO AVER LETTO I TESTI DI RUTILIO BENINCASA

Fra le tante pubblicazioni di numerica, le più accreditate sono quelle che si riferiscono al nome di Rutilio Benincasa, matematico ed astrologo cosentino del XVI° secolo. Esse sono la meta desiderata avidamente da coloro che si occupano di calcoli lottistici. Le opere del grande studioso calabrese si possono contare sulle dita della mano ed è una vera rarità chi ne possiede qualche esemplare. Una delle sue opere più diffuse è l’Almanacco Perpetuo, una vera enciclopedia di varia erudizione, dove sono condensate notizie storiche, astronomia, elementi di matematica e agricoltura. E’ un testo sorprendente per la complessità e per la varietà degli argomenti, sintesi delle credenze cabalistiche popolari e delle cognizioni scientifiche del tardo Cinquecento. Attribuendogli il potere di presagire il futuro e di conoscere l’ignoto, il suo trattato divenne una sorta di oracolo. Allo stesso Benincasa è attribuita l’ideazione della “Cabala responsabile”, una prima versione della Smorfia. Era utilizzata per l’interpretazione degli eventi e dei sogni da trasformare in combinazioni vincenti per il gioco del lotto.


12) UNA CITTA' GREEN

Cosenza scala da anni le classifiche nazionali per la città più verde d’Italia. Nel 2021 si è posizionata al quarto posto nel rapporto di Ecosistema Urbano di Legambiente dopo Reggio Emilia, Mantova e Trento, grazie, in particolare, al primo posto per basso numero di incidenti ed acque depurate, il quarto per le isole pedonali, il quinto per la diffusione del solare termico e fotovoltaico su edifici pubblici e il nono per la "ciclabilità".


IL MUSEO ALL'APERTO BILOTTI

 


IL DUOMO DI COSENZA

 


Il ponte di Calatrava: un'icona cosentina tra ingegneria e arte

Il ponte di Calatrava di Cosenza, ufficialmente chiamato Ponte San Francesco di Paola, rappresenta una delle opere architettoniche contemporanee più iconiche del Sud Italia. L’idea del ponte nasce nei primi anni 2000, in un periodo in cui Cosenza cercava una trasformazione urbana più moderna e funzionale. Il progetto fu affidato a Santiago Calatrava, "archistar" già nota per opere spettacolari in tutto il mondo. I lavori iniziarono nel 2011, ma furono rallentati da difficoltà tecniche, economiche e burocratiche. Dopo anni di stop e riprese, il ponte è stato completato e inaugurato nel 2018. Questo lungo percorso ha reso l’opera ancora più significativa, simbolo di perseveranza e rinascita urbana. Situato sul fiume Crati, collega due aree importanti della città di Cosenza: il centro storico e le zone più moderne. Non si tratta soltanto di un’infrastruttura viaria, ma di un vero elemento di rigenerazione urbana, pensato per unire simbolicamente e fisicamente due realtà diverse. Come molte opere di Calatrava, il ponte ha anche un forte valore simbolico. La sua forma richiama leggerezza e movimento, quasi come una scultura urbana.

Il ponte è un esempio di ponte strallato, cioè sostenuto da cavi (stralli) ancorati a un pilone principale. Uno degli aspetti più interessanti è l’equilibrio tra forze: il peso del ponte viene distribuito attraverso i cavi, che lavorano in tensione, mentre il pilone sopporta compressione e flessione. Le sue dimensioni e la sua forma lo rendono unico:

  • Altezza del pilone: circa 104 metri
  • Lunghezza: circa 140 metri
  • Larghezza: circa 24 metri
  • Peso del pilone: circa 800 tonnellate

Il pilone inclinato, alto e slanciato, sostiene una serie di cavi che ricordano le corde di un’arpa, una scelta estetica voluta da Calatrava per evocare armonia e leggerezza. E' considerato uno dei ponti strallati più alti del continente.

Oggi il ponte è diventato uno dei principali simboli di Cosenza. Di giorno colpisce per la sua eleganza strutturale, mentre di notte, grazie all’illuminazione, assume un aspetto scenografico che esalta la sua forma futuristica. Il ponte di Calatrava non è solo un’opera ingegneristica, ma un esempio di come architettura e urbanistica possano dialogare per trasformare una città. Unisce funzionalità, estetica e simbolismo, diventando un punto di riferimento non solo per i cosentini, ma per chiunque sia interessato all’architettura contemporanea.